tracklist
  1. Earth Intruders (feat. Konono N°1) – 6:12 (Timbaland, Danja, Björk)
  2. Wanderlust– 5:49 (Björk, Sjón)
  3. The Dull Flame of Desire (feat. Antony Hegarty) – 7:28 (Björk)poesia di Fëdor Tjutčev, traduzione
  4. Innocence – 4:25 (Timbaland, Danja, Björk)
  5. I See Who You Are (feat. Min Xiao-Fen) – 4:20 (Björk, Mark Bell)
  6. Vertebrae by Vertebrae– 5:06 (Björk)
  7. Pneumonia – 5:12 (Björk)
  8. Hope (feat. Toumani Diabaté) – 4:01 (Björk, Timbaland)
  9. Declare Independence – 4:12 (Björk, Mark Bell)
  10. My Juvenile (feat. Antony Hegarty) – 4:01 (Björk)
info
  • data di pubblicazione: maggio 2007
  • etichetta: One Little Indian
  • produttori: Björk, Timbaland, Danja, Mark Bell, Damian Taylor
  • durata: 51:03
  • foto & artwork: Nick Knight, M/M Paris, Berhard Willhelm
  • supporti: cd/digipack/deluxe/lp

Reduce da un periodo dedicato alla promozione della colonna sonora di Drawing Restraint 9, opera concettuale,  film-istallazione frutto della geniale mente del compagno Matthew Barney, Björk salpa letteralmente alla “volta” di nuovi orizzonti e approcci compositivi, ancora sedotta dalle sonorità  folk asiatiche  in cui si era immersa durante le sue ricerche musicali per la colonna sonora del film. Lavoro dinamico, istantanea fuori-fuoco, Volta appare a tutti gli effetti l’antimanifesto di Björk.  Come una barca che fluttua, non senza speronare, Volta sembra guardare contemporaneamente al passato (non sono rari gli omaggi alle  hits della vecchia guardia)  ma con lo sguardo rivolto ad un presente intriso di interesse sociale e politico.  Soprattutto quest’ultimo è una componente nuova nelle produzioni dell’artista.  E´proprio la copertina dell’album che mostra  senza indugio l’intenzione: non ci troviamo di fronte al consueto ritratto di Björk – solitamente un mezzo busto – da aggiungere alla galleria di donne, di “personaggi” della sua produzione, ma ad una bizzarra creatura dentro un’armatura pop sfavillante e colorata nell’apparenza, opera del fashion designer tedesco Bernhard Willhelm, che nasconde, però,  un’anima in fiamme:  una creatura-sticker che tanto ricorda la banana di Warhol, altro genio pop.  Quali sono i trucchi della nostra guerriera?

THUSLY, I GOT A LOT OF THINGS IN ONE WORD: A DANCE, A RIVER IN AFRICA WHICH DOESN’T WORK ANYMORE, AND THE BATTERY

Una musica non solo multi-etcnica (aspetto che di per sé potrebbe apparire scontato), ma anche multi-pop.  Il “pop”, dunque, come arma di combattimento per una società asfittica e sempre più orientata alle guerre e allo sfruttamento criminale delle risorse ambientali.  Volta è  anche un album caratterizzato da una profonda indulgenza dell’artista nella sua produzione e promozione. Aspetto spiazzante in quanto Björk è rinomata per la sua attenzione, a tratti maniacale, per la produzione dei suoi album. Possono essere diversi gli aspetti che hanno indotto la nostra ad  abbracciare una scelta del genere. La più evidente e spontanea è la forte esigenza di andare in tour, dopo il periodo in panchina imposto da Medulla e per questo il progetto  sembra proprio essere stato concepito in funzione di questa necessità:

volta was very much about the live thing , me thinking when i wrote the songs that they would be played in a bombastic festival situation . i was trying to set up a music writing situation for myself , where i could be self sufficient , where i had a touchscreen connected to an acoustic instrument and i could play the songs and sing at the same time . kinda like troubadors with either acoustic guitars or piano ….

In diverse interviste è anche evidente che Björk non avesse intenzione di realizzare Volta “fisicamente” (aspetto ribadito anche, più tardi, per Biophilia): negli anni appare progressivamente disinteressata a tutti gli aspetti promozionali (quali singoli e video) se non strettamente necessario. La domanda sorge spontanea: is the beast back? come annuncia nel brano Vertebrae by Vertebrae? Per certi aspetti la risposta è no. Volta non convince pienamente. Sebbene sia possibile contestualizzarlo all’interno dei lavori precedenti e futuri, tutto l’apparato musicale e promozionale che vi ruota intorno lascia interdetti. In tour le vecchie hits subiscono un rimaneggiamento e a risentirne sono i pezzi di Medulla tanto attesi nella loro veste live (un progetto che  a pieno diritto avrebbe necessitato di un tour tutto suo). La voce di Björk, inoltre, sembra non  godere  di buona salute sia in studio che nella resa live. Da un punto di vista commerciale Volta avvia delle iniziative promozionali confuse, dispendiose e poco convincenti.  Secondo il trend  del momento ben due video sono commissionati attraverso un apposito contest dando vita a risultati scadenti. Earth Intruders, il primo singolo estratto, è supportato da un video, diretto dal regista e animatore francese Michel Ocelot, lontano dagli standard a cui il pubblico è abituato e presenta un’idea banale e ripetitiva. Per il mercato collezionistico, infine, vengono realizzati dei coloratissimi box a tiratura limitata contenenti cd, dvd e vinile che non aggiungono nulla di rilevante all’opera principale in sé  (eccetto un paio di remix) e che esteticamente riportano lo scarso impegno da parte del duo grafico M/M Paris che riciclano le immagini della sessione fotografica di copertina (tendenza, purtroppo, consolidata anche per i singoli di Biophilia).  Ad appendice esce, infine, Voltaic, che congeda l’era di Volta con un cofanetto contenente un dvd ed un cd live, la raccolta dei video estratti ed un cd di remixes .

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