tracklist

1. Army of Me – 3:54 (Björk, Graham Massey)
2. Hyper-Ballad – 5:21 (Björk)
3. The Modern Things – 4:10 (Björk, Graham Massey)
4. It’s Oh So Quiet – 3:38 (Bert Reisfeld, Hans Lang)
5. Enjoy – 3:56 (Björk, Tricky)
6. You’ve Been Flirting Again – 2:29 (Björk)
7. Isobel – 5:47 (Björk, Nellee Hooper, Marius De Vries, Sjón)
8. Possibly Maybe – 5:06 (Björk)
9. I Miss You – 4:03 (Björk, Howie Bernstein)
10. Cover Me – 2:06 (Björk)
11. Headphones – 5:40 (Björk, Tricky)

info

realesed: June 1995
label: One Little Indian

formats: cd/digipack/lp/mc/md, australian double cd
photos & artwork: Stephane Sednoui, MeCompany
bonus track japanese ed. : I go humble
singles: Army of Me, Isobel, it’s oh so quiet, Hyperballad, I miss you, Possibly maybe

Il 1995 inaugura una stagione musicale per Björk fra le più intense e ricche di imprevisti di tutta la sua carriera. Post nasce in un clima di enorme attesa e fermento musicale: ormai del tutto ambientata nella scena indie londinese, Björk necessita di tracciare una linea di demarcazione da Debut. Se il primo album era stato come immergere la punta del piede per testare la temperatura dell’acqua, Post è una nuotata a grandi falcate verso le sponde più lontane e rive ignote. Messa da parte la timidezza iniziale l’artista si mostra più caparbia che mai:  con sguardo determinato svela il suo viso in un intenso primo piano nel caleidoscopico e coloratissimo scatto di copertina, opera dell’ex compagno e fotografo Stephane Sednoui. L’esplosività di Post è dovuta principalmente al processo creativo già avviato durante la promozione di Debut, ma messo a tacere gelosamente fra le pagine di un diario nell’attesa del momento propizio per mostrare i frutti della sua fervida creatività. Non è escluso che molte delle melodie presenti in Post siano state concepite prima e durante Debut, a testimonanzia di ciò il dvd Vessel dove, negli intermezzi mascherati da intervista, si vede Björk intonare ipnotiche melodie che ricordano brani come Isobel ed I Miss You.

“EVERYTHING IS MORE EXTREME ON “POST”. BUT, SURE, YOU CAN CALL IT A DIVORCE ALBUM, I BROKE UP WITH MY BOYFRIEND JUST BEFORE I WROTE THE LYRICS. THE ALBUM IS ALSO A DIVORCE FROM ICELAND. MUCH IS ABOUT BEING WITHOUT ROOTS AND WITH NO FOOTHOLD, HAPPY AND SCARED AT THE SAME TIME.”

L’esotismo trasversale di Post si deve in gran parte ai luoghi suggestivi dove in principio l’album è stato composto: le Bahamas. Cieli notturni stellati, spiagge immerse nel buio, caverne nascoste come scrigni segreti di suoni ancestrali, verdi cespugli dove cantare fino allo sfinimento: sono queste le locations che hanno fatto da studio di registrazione ad una Björk euforica ed inebriata da così tante possibilità improvvisamente offertele.

Messo nuovamente a punto negli studi di Londra, con un cast di musicisti prezioso, da Howie B a Tricky, “scomodando” il compositore brasiliano Eumir Deodato per il gioiello cinematografico dell’album, Isobel, l’album viene distribuito con una impressionante campagna promozionale nel giugno del 1995.

zingboom

Opera catodica e orchestrale, Post ancor oggi rimane uno degli album più apprezzati della sua discografia. Nei 46 minuti di cui è composto, l’ascoltatore viene sottratto alla realtà per essere testimone di un prodigio musicale senza precedenti. Un sentiero sonoro in cui la Dorothy”Oz” Gale della musica indie-pop si imbatte in musicisti che amplificano le sue potenzialità in modo quasi maniacale.

Intramezzando buffi passi di tip-tap fra uomini di latta (il video di It’s oh so quiet diretto da Spike Jonze la consacra come musicista versatile ed inclassificabile) a mosse di karate, fino ad arrivare alla fiaba cyber-bucolica di Isobel diventa infine cartone animato, diretta dalla Spümpco, come una degna protagonista dei Kid Video, passando da una realtà  all’altra – virtuale o reale che sia-  senza perdere smalto.

Vestita da busta da lettera internazionale, come suggerisce la giacca di carta – confezionata dallo stilista Hussein Chalayan –  indossata in copertina, con alle spalle un frullato di immagini e sensazioni spruzzate di arancio e rosa, Björk è pronta a mandare il suo orgoglioso messaggio di integerrima esploratrice ad un’Islanda lontana. Aprendo il case del cd è la stampa di uno splendido fiore di loto in 3d, opera della Mecompany, ad accogliere e che suggella il senso di rinasciata dopo il caos che permea tutta l’opera.

L’estremismo e la genalità di Post saranno tali da esporre Björk talvolta all’accanimento sfrenato dei media e all’attenzione di un audience ossessiva (un pacco bomba le verrà recapitato nella sua casa di Londra da un fanatico suicida). La fanciulla dai tratti orientali e dalla liscia chioma corvina, stigmatizzata in creatura robotica nel bellissimo video di Hyperballad di Gondry, nelle sue famose reebok insta pump, terminerà il tour di Post ad un passo dal toccare il fondo. Quel variopinto mondo illustrato di Post nascondeva in realtà uno dei periodi più sofferti e tormentati dell’artista, che riparerà in Spagna per cominciare un nuovo capitolo del suo percorso musicale.

Army of me

Directed by Michel Gondry (1995)

Hyperballad

Directed by Michel Gondry (1995)

Isobel

Directed by Michel Gondry (1995)

I miss you

 Directed by John Kricfalus 1996

It's oh so quiet

Directed by Spike Jonze (1995)

Possibly Maybe

Directed by Stephane Sednoui (1996)

Post Cover Outtakes by Stéphane Sednoui

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