tracklist
  1. Hunter – 4:15 (Björk)
  2. Jóga – 5:05 (Björk, Sjón)
  3. Unravel – 3:17 (Björk, Guy Sigsworth)
  4. Bachelorette – 5:16 (Björk, Sjón)
  5. All Neon Like – 5:53 (Björk)
  6. 5 Years – 4:29 (Björk)
  7. Immature (Mark Bell’s Version) – 3:06 (Björk)
  8. Alarm Call – 4:19 (Björk)
  9. Pluto – 3:19 (Björk, Mark Bell)
  10. All Is Full of Love – 4:32 (Björk)
info
  • Anno di pubblicazione: settembre 1997
  • etichetta: One Little Indian
  • supporti: cd/digipack/lp/mc/md
  • foto e artwork: Nich Knight, Alexander McQueen, MeCompany
  • bonus tracks edizione giapponese: Jòga (howie b mix), Sod off, Immature (Björk’s version, So Broken, Nature is Ancient, Jòga (alec empire mix)

Homogenic è il quarto album in studio di Björk, scritto e prodotto a 32 anni.

Nasce dalla necessità terapeutica di raccogliere ed estrovertere in musica i conflitti emotivi che l’hanno coinvolta in un periodo sentimentalmente estremo e, talvolta, drammatico ( il fallimento della sua relazione con Goldie, lo scampato attentato da parte di un fanatico che le aveva inviato un pacco bomba, l’estenuante tour promozionale di Post e il rapporto con la stampa ed  i media, la lontananza dall’Islanda  ) .

Per quanto Homogenic possa paradossalmente apparire ricco di elementi eterogenei ( lo sono i brani, le collaborazioni, i modi in cui i registi la figurano in modo sempre diverso – geisha futuristica, creatura bucolica al riparo dalla società, orso, donna-piranha, robot- ) il vero senso di Homogenic va individuato nella sua visione globale, nell’impatto emotivo che Bjork riesce magistralmente a restituire alla fine dell’ascolto. I brani contenuti nell’album sono dei frammenti che  riflettono la sua fiera natura da islandese. La chiave di lettura di Homogenic sta nel tentativo di comprendere il suo neologismo, un termine inventato per esprimere un’ idea assolutamente personale, geniale (Genius sarebbe stato un altro nome candidato per l’album), unica: un’ idea che non può essere espressa utilizzando parole esistenti ma che attraverso la musica e le immagini suggerisce un’ aderenza tra i contrasti del suo spirito e l’ Islanda, sua madre-patria .

 

WITH HOMOGENIC I JUST DECIDED NOT TO PLEASE ANYBODY EXCEPT MYSELF, AND I’M REALLY TOUCHED BY THE FACT THAT PEOPLE STILL SEEM TO BE INTERESTED.

L’intero disco è stato registrato nello studio di El Madroñal, nel sud della Spagna, immerso in una quiete paesaggistica al riparo da occhi indiscreti; il viaggio musicale di Homogenic si apre con echi spagnoleggianti, attraverso il bolero incalzante e  ritmico di Hunter,  passando per gli archi di Jóga e gli euforismi elettronici si Alarm Call. La caustica Pluto, posizionata in un punto cruciale dell’album, traghetta l’ascoltatore, con un martellante quanto necessario terrorismo elettronico, verso l’autentica sponda di Homogenic: il lirismo puro e rarefatto di All is full of Love, ultimo brano dell’album nonché meta finale.

Se volete cercare le più grandi menti creative di quel decennio, gli artisti che hanno fatto la storia della grafica, del costume, della IDM “intelligent dance music”, molti di loro sono coinvolti nella creazione di Homogenic.
Homogenic si pone storicamente come una perfetta antologia delle migliori menti creative dell’epoca , è uno di quei dischi fortunati, senza tempo, in cui ogni artista coinvolto nel progetto sembra aver trovato una ispirazione confortevole per esprimere lo stato della propria arte.

Il disco, distribuito dal 1997, ha subito diverse rimasterizzazioni per natura puramente commerciale ( remastering per surrounded a campionature SACD, per la stampa in vinile a 180gr) ma è un disco che si apprezza soprattutto nella sua edizione principale, per la capacità di saper esprimere quella generazione giovane che vive la responsabilità e le paura di un decennio che si chiude e chiude con sé anche un secolo ed un millennio.

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